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L'AIC negli anni più recenti ha sostenuto diverse iniziative in ambito psicologico su tutto il territorio nazionale (sportelli di sostegno psicologico, centro ascolto telefonico, ricerche scientifiche..) parallelamente e in convergenza con quanto accade nella comunità scientifica, in cui si producono lavori sempre più numerosi, centrati sulla valutazione dell'impatto emotivo che la celiachia ha sull'individuo e sul contesto familiare. Si è giunti ormai a un pieno riconosciemento del principio che 'la celiachia non è solo questione di dieta!
'Da quattro anni circa sono referente del servizio di consulenza psicologica che l'AIC Sicilia offre ai proprio soci e relativi familiari al fine di migliorare il benessere e la qualità di vita dei soci. La mia collaborazione si fonda su una netta opposizione a qualsiasi forma di 'psicopatologizzazione' della celiachia: non tutti i celiaci hanno bisogno del supporto psicologico, anzi, nella maggior parte dei casi, non è affatto necessario. E' altrettanto importante, tuttavia, non trascurare eventuali stati di disagio prolungati o di sofferenza psicologica imputabili ad una difficoltà di adattamento alla condizione celiaca. L'intervento psicologico si concretizza, nella maggior parte dei casi, come un sostegno nel tempo, utile ad accompagnare la persona e la sua rete familiare nella complessa fase di interiorizzazione della malattia, superando eventuali reazioni patologiche di iper-allarme o una tendenza al rifiuto, alla negazione e al mascheramento. In una ricerca realizzata da Addolorato et al. (2004) presso la cattedra di Medicina Interna dell'Università Cattolica di Roma è emerso che ' il sostegno psicologico si rivela efficace nella riduzione dei sintomi depressivi e migliora l'adesione alla dieta nei pazienti che presentano ansia e depressione'.
L'intervento psicologico si configura, inoltre, con la promozione di azioni di tipo psico-educazionali al fine di fornire indicazioni pratiche per aiutare il celiaco e la sua famiglia ad armonizzare la gestione dei cambiamenti e a prevenire potenziali complicazioni nel medio-lungo termine. A questo proposito, da tempo in AIC Sicilia, progettiamo di realizzare interventi di gruppo in cui rendere possibile la condivisione di 'esperienze, pensieri ed emozioni, sciogliendo l'ansia e il senso di inadeguatezza e riattivando la capacità a pensare in modi più libero e creativo', riuscendo ad attribuire nuovi significati all'evento malattia.
Nelle condizioni cliniche in cui l'evento celiachia rappresenta 'l'ultima goccia che fa traboccare il vaso' allora la malattia e la dieta assumono una valenza singolare, che contribuiscono a perturbare equilibri già precari. In queste situazioni, in cui la sofferenza psicologica, più o meno consapevolmente riconosciuta, pre-esiste alla celiachia, affrontare il cambiamento richiede l'attivazione di risorse non disponibili da parte della persona. Il tipo di intervento clinico richiesto in questi casi è dunque di natura più marcatamente psicoterapeutico e travalica la celiachia stessa, che si configura come il fattore scatenante, come una 'crisi' da cui iniziare un trattamento.
Per concludere segnalo, fra le iniziative in cantiere nell'ambito psicologico l'imminente crazione di una rete di psicologi che possa fornire un contributo, volontario, ma professionale nell'ambito delle singole sezioni provinciali.
Dott.ssa Maria Moschetto psicologo - psicoterapeuta email:
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